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Costa Azzurra


Gli italiani, in maniera soft, si stanno riappropriando di quella parte di costa che era italiana poco pi di cento anni fa, lo fanno continuando ad acquistare, prevalentemente nelle localit che vanno da Mentone a Cannes, case per le vacanze che, in una fase pi avanzata della vita, potrebbero servire come seconda prima casa.

Chi scrive ha seguito tutta la storia sin dall'inizio.

Fino all'ottobre del 1988 non si potevano comprare case all'estero, a meno di non versare un deposito cauzionale, rimborsabile sollo nel momento della rivendita, del 50% del valore d'acquisto. In questo modo una casa da 200 milioni ne costava 300. E cos la gente non comprava. Poi la situazione cambi ma ci volle del tempo per tranquillizzare il mercato, soprattutto per i timori di origine (del tutto normali in Italia, dove il fisco esercita non solo una eccessiva pressione fiscale ma soprattutto di ordine psicologico) paranoico-kafkiana. Il pubblico temeva infatti che la vendita comportasse verifiche fiscali, che i venditori aggirassero le legge, che i passaggi di denaro (malgrado fossero fatti attraverso banca e con la supervisione a fini statistici dell'Ufficio Italiano cambi) fossero irregolari. Nel giro di pochi anni la situazione si normalizz, le ampie garanzie fornite dalla legge francese agli acquirenti furono riconosciute, il Trattato di Roma che eliminava la possibilit di doppia tassazione fece il suo corso e le vendite aumentarono.

Il franco francese valeva 213 lire italiane e i prezzi (oggi a 295 lire per franco il potere d'acquisto quasi pari) erano decisamente bassi malgrado i metri quadrati degli appartamenti siano calcolati su sola base calpestabile e malgrado la TVA (l'IVA francese che del 20,6%) sia compresa nel prezzo. Questo produsse una spinta sensibile verso l'acquisto anche se non fu l'unico stimolo. La fama della mondanit della zona, il cinema, le vicende (cronaca rosa e finanza) del Principato di Monaco, l'attenzione dei media, tutto questo ha contribuito a considerare per molti un acquisto qui uno status symbol da esibire, per pochi uno spazio di evasione dalle nuove regole e dai luoghi comuni del sistema vetero-socialista italiano.

La Francia, da sempre col nasino all'ins (e questo un eufemismo) nei confronti degli italiani, si accorse che era tempo di cambiare atteggiamento. Quando il franco raggiunse le 360 lire gli alberghi abbassarono i prezzi, Nizza era alla disperazione, l'orgoglio fu messo in disparte e comparvero addirittura, insieme ai prezzi di saldo, le scritte "Viva l'Italia". Improvvisamente tutti si ricordarono non solo che le uniche mance, corpose, arrivavano dagli italiani ma che anche gli appartamenti, che poi garantivano un afflusso costante di clienti per tutte le attivit commerciali, erano acquistati solo da loro! Dieci anni fa si parlava solo francese, oggi l'italiano completamente accettato.

Gli anni '90 sono quindi stati caratterizzati dalla pacifica invasione degli italiani anche se dall'inizio del 98 alla met del 99 c' stata una situazione che ha praticamente rallentato le possibilit d'acquisto: l'applicazione della legge Perissol. In sintesi vi diciamo di cosa si tratta: un cittadino francese ha avuto la possibilit di acquistare un appartamento (con il solo obbligo di affittarlo almeno 9 anni sui successivi 20) portando in detrazione l'80% del prezzo pagato, il 10% all'anno per i primi quattro anni e il 2% all'anno per i vent'anni successivi. Se poi si pensa che le rendite da locazione fino ai 12 milioni non sono tassabili, facile pensare che tutti quelli che potevano hanno acquistato.

Il risultato, doppio o triplo, facilmente intuibile: la lobby dei costruttori l'ha avuta vinta (una specie di rottamazione), la disponibilit di immobili si ridotta a zero, i prezzi sono cresciuti. Eppure la richiesta dei "nostri" continuata senza sosta e gli impazienti si sono dovuti accontentare delle rimanenze (sedotti spesso da informazioni televisive di scarsissima qualit nelle quali si proponevano appartamenti al costo di un posto auto in una piccola citt italiana) accettandone spesso i limiti e non facendo ovviamente degli affari.

Ora la situazione sta cambiano. Chi vuole acquistare un appartamento ha di nuovo (tra le offerte di immobili in costruzione) da scegliere, a prezzi ovviamente giusti; le societ che offrivano i grandi affari sono praticamente sparite; i francesi, soprattutto i costruttori, cominciano a capire che la Perissol finita e che gli italiani possono di nuovo rappresentare il loro futuro.

Un consiglio?

Non andare nemmeno a vedere un bilocale che costi meno di 150 milioni!

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