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Giugno 2000 - Editoriale - Come costruire un sito efficace
Da più parti ci hanno sottolineato il fatto che spesso, nelle nostre pagine, parliamo di internet anziché occuparci di temi specifici del settore. Ciò nonostante noi continuiamo ad affrontare tutte le tematiche della comunicazione web perché siamo convinti che gli addetti ai lavori non stiano affrontando nel migliore dei modi il nuovo mezzo di cui disponiamo. Anche questa volta Maurizio Frizziero, ormai impegnato full-time (più full di così non potrebbe) nell’analisi delle tematiche della comunicazione attraverso internet, nell’articolo che segue ci fornisce il suo punto di vista su come dovrebbe essere costruito (e da chi) un sito immobiliare.

Premessa
Ci hanno fatto vedere dei banners e dei siti. Il nostro compito (membri di una giuria) era quello di scegliere i migliori due, uno per tipologia. Per i banners è stato facile, in pochi minuti abbiamo trovato l’accordo. Più difficile, molto difficile, è stato scegliere il sito.
Le diverse competenze ed esperienze dei membri della giuria, l’inevitabile soggettività della valutazione, la disomogeneità dei siti e i loro differenti obiettivi, tutte queste variabili hanno complicato non poco il nostro lavoro sino a generare i soliti conflitti di situazioni simili che si sono poi risolti per molti nel solito compromesso di accettarne uno (senza condividere la scelta) pur di chiudere la riunione in tempi umani.
Una conclusione di questo genere non lascia mai soddisfatti anche se, con un po’ di esperienza, si sa che è così che vanno le cose.
E questo è solo il racconto di come le cose sono andate in questa occasione ma se non ci fosse una morale o se da questa premessa non nascessero delle considerazioni di carattere generale, a questo punto avremmo (noi e voi) sprecato tutti del tempo.

Perché spesso rimaniamo delusi quando raggiungiamo la pagina che ci interessa?
Per lo stesso motivo per cui rimaniamo delusi (e frustrati) quando cerchiamo di programmare il nostro nuovo videoregistratore o la lavastoviglie di casa: la mancanza di usability, della facilità d’uso.
Carlo Gualandri, amministratore delegato di Matrix (Virgilio, tanto per fare un esempio), considera un errore colossale di chi produce tecnologia l’attribuire (quando si verificano difficoltà di utilizzo del prodotto del momento) qualsiasi colpa all’incapacità dell’utente. Le difficoltà, nel caso di pagine web, dovrebbero invece venire smantellate per favorirne la leggibilità a chiunque, esperto o meno che sia.

Facciamo ora un passo indietro.
Fino a pochissimo tempo fa c’erano solo due caratteri utilizzabili, il Times (il carattere di Repubblica) e il Courier (il carattere della dattilografia). Chiunque facesse allora (fino a tre anni fa) pagine web aveva poca scelta. O si accontentava di quello che c’era o era costretto ad utilizzare delle immagini fatte di caratteri "belli", di dimensioni prefissate e lente e noiose da scaricare.
I browsers si sono evoluti, nuovi linguaggi sono stati introdotti, i computers sono diventati più veloci, i modem anche e i webmasters non hanno saputo resistere alla tentazione di ricorrere agli effetti speciali. Questo non significa che non si siano prodotti siti belli, anzi (E’ sufficiente dare un’occhiata al sito di Hasselblad o a quello di Balthaser), di certo c’è che anche chi possiede un computer di nuova generazione e dispone di un computer superveloce spesso se ne va prima che il caricamento sia completo.

E chi se ne va è perso.

E dato che perdere un contatto non fa parte di nessuna strategia di marketing forse, in questi casi, sarebbe bene, già in fase di progetto, rinunciare alla componente esibizionistica e imporre al webmaster precise indicazioni. Questo porterebbe alla soluzione (quanto meno ad una delle soluzioni) ma spesso è più facile trovare la soluzione che identificare il problema.

Il problema
Il problema va infatti, per quanto si può, generalizzato e in questo caso (tenendo conto dei fattori di novità) sarà necessario ricorrere a modelli preesistenti per cercare di trasferirli al nostro caso specifico. Quali i modelli disponibili? Il più semplice, e il più vicino, è quello della programmazione, della realizzazione di software per aziende. Solitamente in una azienda esiste un problema e chi può risolverlo è un programmatore. L’azienda c’è e il programmatore anche ma chi, in azienda ha la competenza sufficiente per trasmettere gli obiettivi finali al programmatore? Solitamente nessuno o, meglio, nessuno in azienda può fare da interprete tra le due parti. Ed ecco che compare una figura professionale, l’analista, il cui specifico compito è quello di fare da tramite tra le necessità del committente (valutando la fattibilità della richiesta) e quella del professionista incaricato della soluzione. Se questa è una strada percorribile essa contiene anche la soluzione per costruire delle pagine web. Finirebbe così l’era in cui l’azienda comunica direttamente con il webmaster (dicendogli spesso cosa deve fare ma non gli obiettivi di quello che deve fare).
Per la semplificazione dei siti esiste già una figura simile a quella dell’analista, l’usability coordinator, ma con compiti limitati alla identificazione della maggiore facilità d’uso e ad ottenere una maggiore velocità di scaricamento delle pagine. Per chi vuole approfondire il tema ci sono le pagine (in inglese) di Nielsen, il guru di questa nuova professione, dense di tutti i concetti necessari per essere visti ed essere certi di essere visti. Ma l’uomo in questione, con una arroganza senza pari, non solo segue le regole che lui stesso detta ma fa di tutto per fare prevalere i contenuti sulla forma, con una grafica da bollettino parrocchiale. Difficile dunque seguire i consigli di chi si dimentica che eludendo le altre regole che sono alla base della comunicazione si dimezza l’efficacia del messaggio (l’impatto noioso del sito useit.com è infatti altrettanto deleterio di una pagina lenta).

Passiamo al nostro settore
e vediamo come sfruttare le considerazioni fatte ai fini di una migliore funzionalità di un sito immobiliare e soprattutto di un motore di ricerca. Tutto quello che precede la nostra scelta deve essere sintetico, comprensibile, le pagine devono arrivare in pochi secondi. Il percorso della ricerca deve essere talmente intuitivo da eliminare la necessità di leggere le istruzioni d’uso. Solo quando avremo identificato l’immobile che ci interessa potremo attendere qualche secondo in più per vederne una descrizione completa, con il suo corredo di immagini. Questo è l’ideale ma come fare, quali regole utilizzare per raggiungere questo risultato?

Una pagina efficace
Uno o due immagini sono concesse, purchè siano "leggere", il che significa piccole di dimensione o, in caso contrario, con pochi colori o molto compresse, sempre che questo non comporti una riduzione eccessiva della qualità. In caso di frames niente cursori di scorrimento, brutti esteticamente, invadenti e generatori di confusione. Da dimenticare i gif animati, ingombranti e del tutto inutili, retaggio degli effetti speciali di un recente passato. Da evitare musiche, filmati e tutto quant’altro necessiti di programmi adatti a farli funzionare. Non cadere nella tentazione dello scambio banners o dell’inserimento di contatori, che vengono prelevati da altri siti con i conseguenti imprevedibili intoppi. E poi dettagli tecnici: ricordarsi di prefissare sempre il background (il colore di fondo della pagina) per fare sì che tutti vedano le stesse pagine; testarne la visibilità su monitor di diverse dimensioni, con browsers diversi, possibilmente controllare quello che succede su PC o Mac. E ora qualche consiglio di carattere grafico: non utilizzare solo caratteri maiuscoli; nel caso del Times non utilizzare grandi dimensioni, soprattutto in grassetto; lasciare perdere, per quanto possibile, il corsivo (la costruzione dei caratteri con linee oblique si scontra con la struttura reticolare dello schermo).

Una pagina bella
Non è detto che un capace tecnico informatico, esperto nella creazione di pagine web, possieda la competenza grafica sufficiente per renderle belle. In questi casi il consiglio è quello di affidare la prima fase di lavoro ad un graphic designer, fornendogli tutti gli elementi necessari, compresi i consigli sopra riportati, come se dovesse realizzare un prodotto destinato alla stampa. Quando questa fase intermedia sarà definita e approvata subentrerà il webmaster che, sulla base della sua competenza specifica, porterà a termine il lavoro. Questo approccio ha un costo superiore ma i suoi vantaggi sono intuibili.

Gli obiettivi
Tutto quanto abbiamo detto sinora è privo di utilità se il committente non definisce, soprattutto a sé stesso, gli obiettivi. Senza un obiettivo definito è inutile essere su internet. Ci possono essere obiettivi a breve termine (ottenere contatti utili); obiettivi a medio termine (rafforzamento dell’immagine della propria azienda); obiettivi a lungo termine (utilizzo strategico di internet, sinergico con altre azioni classiche di comunicazione). Tutte la comunicazione deve mirare all’obiettivo definito, senza cadere nella tentazione, comune a tutti coloro che affrontano il tema immobiliare, di creare un mini portale (cosa possibile solo se si può contare su apporti diretti, di stampo redazionale).

I costi
L’efficacia di un sito è sempre direttamente proporzionale all’investimento fatto. I siti fatti in casa non costano niente ma per funzionare richiedono energie costanti, il ricorso ai newsgroups, lo spamming ripetuto, continui inserimenti (spesso inutili) nei motori di ricerca. Prima o poi c’è, inevitabile, l’abbandono, la rinuncia. Un sito realizzato da un professionista ha un destino diverso ma non va dimenticato che non esiste soltanto il costo iniziale: un sito va mantenuto, va aggiornato, va attualizzato anche dal punto di vista estetico e tutto questo ha un costo che va previsto e concordato, per evitare qualsiasi imprevisto.

Conclusione
Le agenzie immobiliari italiane hanno un circa un migliaio di siti. Parecchie di queste dovrebbero rivedere quello che hanno fatto alla luce dei contenuti di questo intervento per decidere il da farsi se vogliono fare sì che il loro investimento iniziale non vada del tutto sprecato. I consigli li abbiamo dati, sta a loro utilizzarli.

Indice degli articoli precedenti

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