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Maggio 2000 - Editoriale - Troppi i database di immobili?
Molti di voi ricordano i tempi in cui in una edicola si trovavano cinque o sei quotidiani, una decina di settimanali, altrettanti mensili e un po' di libri. Non c'erano problemi. Uno sapeva cosa cercava e trovava quello che stava cercando. Oggi un'edicola una cosa del tutto diversa, un luogo dove ci si perde, dove senza l'aiuto del giornalaio non si troverebbe niente.

Lo stesso successo con Internet.


Cinque anni fa chiunque cercasse trovava.
Oggi spesso impossibile raggiungere la destinazione prescelta.
Uno dei motivi principali costituito dalla frammentazione delle informazioni e dalla eccessiva duplicazione di siti simili, tutti destinati allo stesso scopo, un po' come se in una strada ci fossero decine di negozi di jeans e noi non avessimo elementi per sceglierne uno. Mi fermo qui perch queste note sono volutamente sintetiche; passer quindi immediatamente a quanto sta succedendo nel nostro settore.

Ogni mese nasce un nuovo database immobiliare
e ogni volta l'intenzione la stessa: proporre al pubblico i prodotti delle agenzie immobiliari facendo pagare a queste ultime, anno per anno forfettariamente, l'inserimento dei loro annunci. Il giorno dopo, se tutto va bene, abbiamo una fotocopia pi o meno bella, pi o meno efficiente, pi o meno efficace, dei suoi predecessori.
Dovendo-volendo effettuare una valutazione di ciascuna di queste iniziative non si pu ovviamente esprimere giudizi categorici. Si possono per effettuare delle considerazioni per poi collocare le nostre opinioni su uno dei due piatti della bilancia.

Il pubblico vuole trovare quello che cerca
Pi frammentiamo l'informazione pi difficile la ricerca

Il pubblico vuole trovare quello che cerca in un solo sito
Perch ci si realizzi la competivit tra i siti di cui parliamo deve sconfinare in una vera e propria guerra per la supremazia.

Quando inizier la guerra?
Per il momento ci sono solo dichiarazioni di intenti: Siamo il numero uno del mercato (Casa.it), Diventeremo il numero uno (DomusClick)

Ma nel frattempo cosa succede?
Le strutture dotate di una rete commerciale avranno ovviamente la meglio, avranno modo di crescere - anche in termini di immagine - e potranno sperare di consolidare una quota di mercato che garantisca loro programmi a medio termine.

Vecchia economia, dunque?
Certo, vecchia economia basata sul modello della concessionaria di pubblicit con la conseguente riduzione di internet a strumento, uno strumento molto simile alla piccola pubblicit dei quotidiani.

Niente di nuovo, quindi?
Non detto. L'azione commerciale diretta alla vendita comporta anche una sensibilizzazione verso un nuovo modo di comunicare e fornisce, a chi ancora non lo ha fatto, uno stimolo ad avvicinarsi ad internet.

Le agenzie immobiliari sono pronte?
Questa risposta la pu dare uno degli agenti delle reti di vendita che spesso, per gli operatori del settore, sembrano provenire da un futuro fantascientifico.

E le cause?
Molte sono le cause. prima fra tutte la mancanza di comprensione del fenomeno da parte dei giornalisti della carta stampata o dei mezzi radiotelevisivi che, forse inconsciamente, attribuiscono ad internet dei valori fantastici come se le componenti di base fossero in qualche modo magiche. La stessa definizione di virtuale, collegata a qualsiasi parte della comunicazione ottenibile, il linguaggio specifico utilizzato sin dall'inizio, la mancanza di chiarezza nello spiegare la facilit d'uso di un computer, ebbene tutto questo non favorisce un rapido utilizzo di internet, soprattutto a fini commerciali.

Come si pu modificare la situazione?
Il primo intervento dovrebbe giungere dalle associazioni di categoria. Per rispondere a queste domande ho fatto un test che reputo significativo. Ho aperto alcune pagine dell'elenco delle agenzie iscritte alla Fiaip e ho notato un numero esiguo di associati dotati di indirizzi email. Per completare questa piccola indagine ho inviato un messaggio ad un centinaio di indirizzi. Non ci voluto molto per controllare che un quarto di essi erano ormai superati. Ho ripetuto l'operazione con un altro blocco di spedizioni e il risultato stato simile. Questo significa che anche quella parte di agenzie che ha fatto un passo avanti rispetto alla tradizione non si preoccupata di segnalare il cambio di indirizzi alla propria associazione.
Del tutto differente la situazione l dove una agenzia ha scelto di aderire ad una rete di franchising. Molto probabilmente la comunicazione tra franchisor ed affiliato avviene per mezzo della posta elettronica e questo permette ad entrambi un costante controllo.

Ritornando ai database...
S lo so, vogliamo sapere tutti chi avr successo e come il pubblico potr raggiungere il suo obiettivo. Anche qui un bivio: un grande database che contenga tutta la disponibilit del mercato o piccoli database caratterizzati da una forte specializzazione. Ne citiamo uno per tutti, Rustici.com, la cui connotazione evidente gi dal nome scelto come dominio.

Colossi da una parte e artigiani specializzati dall'altra?
E' una semplificazione ma il destino di tutte le testate giornalistiche e dell'editoria in generale. L'occupazione di una nicchia di mercato solitamente una scelta strategica che permette, con risorse limitate, di affrontare programmi a lungo termine fidelizzando i lettori. Numerosi esempi ci giungono dal mondo del collezionismo o da nicchie letterarie (in questo caso vi consigliamo di dare un'occhiata a Delos, recensito come uno dei migliori dieci siti italiani).

Per finire... un consiglio?
Duplicare un'idea pu servire quando la si trasferisce in un mercato locale vergine: Quando si tratta di internet il consiglio differenziazione. Differenziarsi dall'esistente richiede creativit. Ma la differenziazione non sufficiente se a monte non c' e non c' stato un pensiero strategico. E questo non poco in un settore animato costantemente da mosse tattiche.

E un consiglio per le agenzie?
Ho evitato apposta di parlare di quanto o di quanto poco sia utile per una agenzia inserire i propri prodotti in un database, in un caso o nell'altro se ne accorger da sola!

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