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Luglio 2000

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Animato come sono da certezze non avrei mai pensato di sottoporre un mio testo ad un amico prima di pubblicarlo, oppure, come alternativa, avrei potuto farlo ma sono certo che non avrei tenuto conto del parere che avevo richiesto e che, con gentilezza e con fatica, mi era stato fornito. Questa volta, la prima o una delle prime, trovando la scusa che i capelli bianchi che ormai ho non possono essere solo una variante estetica, faccio una eccezione che spero sia la prima di una lunga serie. Accetto i consigli e modifico il mio approccio al tema che sto trattando, ripongo la spada e la sostituisco con quattro camomille, il minimo sufficiente per riaffrontare un tema che per me quotidianamente sgradito, la modalit con cui i grandi gruppi economici, avvalendosi della complicit spesso incolpevole dei giornalisti, presentano al pubblico le loro iniziative,  rivestendole di una credibilit e di una genialit che esse non hanno.


Una ciliegia tira l'altra

Lo sapevo. Lo sapevo. Lo sapevo. Mi aspettavo, e lo potete leggere nel testo precedente, che al primo articolo ne seguisse un altro, del tutto uguale, con le stesse informazioni e le stesse varianti, una vera ripetizione, pressocch fotocopia del primo. Anche in questo si parla dei portali immobiliari, si fanno gli stessi nomi e si ripetono le stesse imprecisioni che poi verranno smentite (non scendo nel dettaglio ma ci sono due persone che hanno detto al giornalista due cose contrastanti ed entrambe sostengono di non averle dette o qualcosa del genere...). Tutto questo succede quando (potrei sbagliarmi ma la mia sensazione questa) questi servizi giornalistici sono il risultato delle azioni di abili uffici stampa. La sequenza : Itali@Oggi.it del 12 giugno, Corriere Economia del 19 giugno, smentite su Itali@Oggi.it del 19 giugno e, dulcis in fundo, altro articolo simile (solo in parte questa volta) su Il Sole 24 Ore del 21 giugno. Strane coincidenze.

A questo punto aggiungo solo un'altra riflessione. Occuparsi di immobili e farlo attraverso internet perch qualcuno ha detto che l’affare del futuro o perch le componenti di moda lo permettono un gioco permesso solo a chi vuole rischiare del denaro. Cercare poi di costruire il pi grande portale immobiliare al servizio del pubblico quando si hanno parecchi immobili da vendere un errore strategico: ci sono infatti aziende (le agenzie immobiliari) che hanno come missione la vendita di immobili. Perch non utilizzarle quando esse rappresenterebbero un costo interamente variabile, il sogno di chiunque abbia qualcosa da vendere? Io so perch. Io so che esiste gente golosa e ne ha coscienza ma conosco anche gente golosa che non si accontenta e diventa ingorda; durante questo percorso attiva tutte le proprie risorse per alimentare tutte le fantasie possibili su quello che stanno facendo. Tra le risorse ci sono i mezzi di informazione che, talvolta, cadono nella trappola, una trappola che potrebbero evitare se analizzassero meglio il fenomeno. Molto probabilmente penserebbero a internet in maniera diversa e rivaluterebbero il ruolo dei popit, i punti di presenza sul territorio (nel nostro caso le agenzie immobiliari) anche alla luce di quello che oggi ha detto Bill: il terziario, per numero di occupati, ha superato l'industria. Con rischio personale, senza agevolazioni, senza assitenzialismo.

 

 

 

 

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