"Perch la penetrazione delle
Agenzie immobiliari cos bassa in Italia?"
Si parla che solo il 30-35% delle compravendite passa per le agenzie contro
l'80% degli Stati Uniti o il 50% di Francia.
Nessun dato certo nella nostra risposta ma una serie di considerazioni dalle quali si
possono trarre delle deduzioni, non certo delle certezze.
Stati Uniti, modelli e regole
Alla fine del secolo scorso negli Stati Uniti venivano stampati decine di corposi
cataloghi densi di migliaia di articoli appartenenti a centinaia di settori merceologici.
Vendita per corrispondenza, un settore che da noi si sviluppato, senza grandi successi,
70-80 anni dopo. La vastit del territorio americano con la sua gente sparpagliata in
piccoli centri di poche centinaia di persone ha favorito questa attivit allora,
esattamente come oggi sta facendo internet con le-commerce.
Ma anche prima di internet rimanevo stupito, ogni volta che mi capitava tra le mani uno
dei tanti periodici specializzati, dalla quantit di informazione pubblicitaria in essi
contenuta accompagnata sempre dal numero telefonico gratuito e dal coupon o da un modulo
da compilare e da spedire via fax. Solo le grandi citt hanno tutto quello che uno cerca
e quindi il grande negozio, fino a pochi anni fa, lo si trovava in edicola. Poste
efficienti e bassi costi di trasporto hanno favorito il sistema (e da questo collaudo
chiunque lavori su internet ne trae i suoi benefici).
Ma veniamo ora alla nostra questione: perch lottanta per cento delle
transazioni immobiliari transitano per una agenzia? La premessa non era casuale. In un
mondo che si dovuto, in poco pi di cento anni, inventarsi tutto, dalle leggi alla
burocrazia, le regole sono anchesse nuove. In America si pagano le tasse. In America
se non si pagano le tasse si va in galera. In America il consumatore protetto (magari
alla fine, come dimostrano le ultime sentenze contro le case produttrici di tabacco). La
truffa viene perseguita severamente. A nostro modo di vedere il paese dei proibizionismi
bacchettone ma alla fine uno si fida del sistema, si fida delle istituzioni. Quanto sto
scrivendo non un elogio di un paese e dei suoi schemi di vita, solo una delle
analisi possibili sul perch un cittadino americano pu fidarsi di una agenzia per
lacquisto o la vendita di un immobile. I "consumatori", soprattutto nel
dopoguerra, sono stati sensibilizzati da decine di pubblicazioni gratuite (la pi
diffusa, formato Selezione) era distribuita in pi di un milione di copie ogni mese, con
una edizione per ciascuno stato, con tutte le mappe (utili sia per identificare
lubicazione dellimmobile ma anche per verificare, per clusters omogenei, la
congruit dei prezzi). Questi strumenti da una parte fornivano linformazione
economica necessaria, dallaltra rendevano visibili, sia al pubblico che al fisco,
gli operatori del settore. Nello stesso tempo le universit americane, dove il marketing
era gi materia complessa trattata ai fini di lauree specifiche, venivano preparati i
nuovi operatori immobiliari; nello stesso tempo sono nate e cresciute le grandi aziende di
franchising che hanno integrato la conoscenza teorica con le esperienze quotidiane.
La credibilit del settore non dunque una conquista recente. Aggiungiamo a tutto
questo il fatto che se una agenzia rappresenta un costo e questo costo detraibile
fiscalmente, non c nessun bisogno di non sostenerlo, soprattutto a fronte di un
servizio altamente specializzato.
Passiamo ora alla Francia.
Molte delle considerazioni sinora fatte si adattano anche alla Francia. Gi dieci anni fa
lottanta per cento dei beni durevoli veniva venduto da punti vendita in franchising,
gi allora rigidamente regolato dalle leggi, le verifiche fiscali erano rigidissime, con
ispettori specializzati nei diversi settori.
Nel settore immobiliare la credibilit arrivata proprio dallo stato che, con leggi
progressive, culminate poi con quelle del gennaio del 1986, ha completamente regolato
lattivit dellagenzia. Non c la caparra, sostituita da un deposito di
garanzia di entit prefissata (5% per casa in costruzione, 10% per casa terminata). Il
denaro va su un conto specifico ed spesso intoccabile; il titolare dellagenzia ha
lobbligo, se attraverso di essa transita del denaro, di prestare una fidejussione (i
minimi obbligatori sono abbastanza alti) e di dichiarane limporto sui propri
documenti, compresa la carta da lettera. Lagenzia prende la commissione solo da chi
vende e questo un altro modo per permettere alle parti di capirne la funzione e
lessenza. Chi vende pu, a fini fiscali, detrarre dallimporto che riceve
tutte le spese sostenute, anche quelle per le migliorie o per la manutenzione del
suo immobile. In tale modo pi facile (con gli appartamenti nuovi succede sempre) che
non ci sia differenza tra il valore di vendita e il valore dichiarato (non si parla certo
di valori catastali, come succede da noi). I notai non accettano denaro contante se le
transazioni prevedono di affidare a loro il deposito di garanzia, gli assegni non sono
trasferibili... e allora, con tutte queste garanzie, perch non fidarsi di una agenzia?
E dopo tutto questo vogliamo proprio parlare dellItalia?
Per quanto riguarda le agenzie immobiliari possiamo dire che il settore sta subendo
sensibili cambiamenti, che gli operatori stanno raggiungendo una buona identit
professionale e che le associazioni hanno fatto molto in questo senso. Ma questo vale per
il presente o per il recente passato non certo per il periodo precedente. Gli indizi sono
dappertutto: laltro giorno, per esempio, a Forum il giudice Santi Licheri analizza
una situazione di un coltivatore diretto che si era visto vendere sotto il naso il terreno
che lui stava coltivando senza avere avuto la possibilit di esercitare il diritto di
prelazione. Il giudice analizza la questione e gli d ragione aggiungendo che lui ha il
diritto di acquistare il terreno al prezzo indicato nellatto notarile, "..non
al valore reale di vendita". In questa storia sono complici tutti, chi vende, chi
acquista, lagenzia che conduce la trattativa e il notaio (se sono a conoscenza del
tutto) ma soprattutto lo stato che non fornisce a tutte le parti gli strumenti necessari.
E ora parliamo anche di coloro che non si fidano di una agenzia e trattano le loro
questioni da soli, convinti che questa sia la strada migliore. Ci vorrebbe una ricerca di
mercato su un campione sufficiente. Non c e allora, anche in questo caso, proviamo
a fare delle ipotesi.
Un sacco di persone (non certo invidiabili) non si fidano nemmeno della propria
madre, come potremmo pensare che si fidino di una agenzia che potrebbe essere addirittura
daccordo con la controparte?
Un sacco di persone sono convinti che le agenzie, con la loro proposta di una
provvigione sullaffare, siano dei parassiti e che guadagnino troppo (basterebbe che
chi la pensa in questo mdo avesse anche solo un barlume di intelligenza e facesse due
conti sui costi di una agenzia per smetterla di pensarla in questo modo).
Un sacco di persone pensano di essere pi brave e di non avere bisogno di un
intermediario (salvo svendere quello che avevano sopravvalutato quando la necessit di
vendere si avvicina).
Un sacco di persone non valutano il tempo (anche perch il loro tempo di solito
non vale niente) e la fatica che loro dovranno dedicare al loro affare.
Potremmo continuare a lungo, convinti di parlare di una questione
immobiliare.
Stiamo invece parlando dellitaliano medio, quello - di cui mi sono sempre vergognato
- rappresentato spesso da Alberto Sordi, frutto di modelli culturali duri da estirpare.
Chi ha scritto molto probabilmente si aspettava una risposta scientifica, chi ha letto la
domanda forse anche, ebbene, abbiano pazienza, questo il mio modo di affrontare le
cose!MF
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