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Professioni - 15 novembre 2000

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Marrazzo ha preso il testimone da Lubrano. Stranamente, non me ne vogliano i miei amici del sud e soprattutto quelli di napoli, hanno lo stesso DNA  nel sangue, quello modificato geneticamente da generazioni che hanno vissuto l dove sopravvivere era possibile solo grazie ad un acuto ingegno o all'essere figli di chi era riuscito a superare i problemi di sopravvivenza (come al solito chi vuole intendere intenda!).

Marrazzo mi antipatico, ma questo non significa nulla. Marrazzo ha trovato il suo spazio dove fare il suo mercato, c' gente che lo segue e per questa ragione fa bene a fare quello che fa, io tutt'al pi non lo guardo e se lo guardo lo faccio perch grazie a lui, agli spunti volgari che mi fornisce, io riesco ad irritarmi e a scrivere. Mi irrito perch fa del giornalismo molto discutibile abusando del privilegio che la sua appartenenza ad un altrettanto discutibile ordine gli permette. E se lui ha successo mi piacerebbe diventare il paladino della gente che ogni sera lui cerca di plagiare. Per alcuni versi la stessa cosa la fa Costanzo, ma lui un professionista! (professionista, un termine che torner parecchio nei miei prossimi scritti). Stasera, alla fine della sua trasmissione, c' stata una sorta di telefonata (la sua voce si sentiva, quella dell'interlocutore no) con un tale che, definendosi giornalista, ha asserito che questo gli dava il permesso di rivolgersi al Marrazzo dandogli del tu, un diritto che derivava anche (ma non solo, ndr) dal fatto che i due si conoscevano  E, Marrazzo, pur dichiarando che non si ricordava di lui (e per confermarlo gli ha cambiato immediatamente il cognome da Cardulli in Pasculli), ha riconfermato tale consuetudine, ribadendola e invitandolo, dandogli platealmente del tu, il mercoled successivo alla sua trasmissione.

Questo il mio solito spunto iniziale. Chi legge quello che scrivo sa che un collegamento con il settore immobiliare prima o poi lo trova. Ed eccolo.

Cane non mangia cane e giornalista d del tu a giornalista.

Il cane abbaia, quelli che abbaiano sono cani e quindi riconoscibili come razza, e il cane non cannibale. Il giornalista, di fronte ad un giornalista, non gli dice mai che un giornalista da strapazzo, l'ordine lo punirebbe anche se l'altro giornalista fosse davvero un giornalista da strapazzo. L'ordine professionale, quella cosa che protegge, quella cosa che attribuisce un'identit (altro argomento su cui torner, in maniera pesante, nei prossimi testi), quella cosa che riesce a dare certezze.

Ma un agente immobiliare cosa fa? E dove trova una situazione simile del genere l'agente immobiliare?

Da nessuna parte, di questo siamo certi. Le associazioni servono a poco e, per bene che vadano le cose, rimangono delle associazioni. E allora, come si costruisce un'identit un agente immobiliare, un'identit che permetterebbe a lui e ad altri agenti immobiliari di unirsi con obiettivi affini? Le soluzioni ci sarebbero ma esse comporterebbero delle capacit di cambiamento non comuni.

Il primo obiettivo sarebbe quello di cercare di individuare quale ruolo il nostro soggetto svolge all'interno del complesso meccanismo della transazione immobiliare. Il sondaggio che abbiamo fatto sulla professione immobiliare ci sta fornendo dei dati sufficientemente chiari: di fronte a quattro opzioni, consulente, mediatore, professionista, agente, una forte la maggioranza delle risposte propende per la voce "professionista".

Questo significa che la maggioranza rifiuta due dei ruoli che abitualmente svolge, l'agente e il mediatore.

Io so il perch, perch si tratta di due ruoli privi di immagine, densi di connotazioni negative, anche se essi sono invece gli unici due dei quattro che hanno una loro codifica ed un preciso inquadramento. Professionista suona meglio quando agente e mediatore suonano peggio. Eppure chiamarsi professionista, nel senso ovviamente di libero professionista significa cercare di okkupare un ruolo senza averne diritto.

E' giunto il momento, per gli agenti immobiliari, di prendere coscienza del lavoro che fanno e di cercare di dipanare la confusione. Sono i protagonisti di un mercato composto da 80-100.000 addetti, che sposta globalmente 150.000 miliardi all'anno (anche se 90.000 di questi seguono strade diverse), che in ogni caso complessivamente ricavano (se si sta alla parte che emerge) circa 4.000 miliardi (quattro volte il fatturato Olivetti di dieci anni fa, quando era uno dei protagonisti del mercato mondiale dei computer). E costoro si vergognano della professione che svolgono!

Non vi rimane che cercare di capire chi siete. Se non siete d'accordo (o anche nel caso lo siate e volete continuare questo discorso), il nostro spazio a vostra disposizione.

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