Una
proposta di Adiconsum
LACQUISTO DELLA CASA IN ALTERNATIVA
ALLAFFITTO MUTUANDO IL 100% DEL VALORE
1. Il bene casa: sicurezza ed investimento
La casa per la famiglia
rappresenta tuttora un elemento di sicurezza e di investimento del proprio risparmio.
Circa Il 70% delle famiglie ha la prima casa in proprietà e numerose sono quelle che
dispongono anche di una seconda casa per il tempo libero e le vacanze. Nellacquisto
della casa di norma si ricorre ad un prestito bancario, rimborsabile a 10/15 o 20 anni.
Nel passato lelevato livello di inflazione e di conseguenza gli alti tassi di
interesse, hanno rappresentato un ostacolo allaccesso ai mutui, ad eccezione di
quelli con agevolazione da parte dello Stato. Agevolazione che riducendo il costo per gli
interessi ha reso possibile lacquisto della casa per numerose famiglie. Con
lentrata nelleuro i tassi si sono ridotti in modo considerevole;
laccesso ad un mutuo può essere quindi alla portata di tutte le famiglie, anche in
assenza di agevolazione.
2. Lofferta delle banche:
fisso o variabile, ma soltanto per il 75/80% del valore casa Quasi tutte le principali
banche offrono mutui, alcune di queste vantano una tradizione e specializzazione storica,
altre banche straniere si sono inserite nel mercato mutui, presto anche le Poste Italiane
offriranno mutui per lacquisto casa. La scelta principale resta tra:
mutuo a tasso fisso con rate certe
per tutta la durata del mutuo.
mutuo a tasso variabile che oggi
permette un minor costo di circa mezzo punto, ma con il rischio che in futuro, il costo
possa essere maggiore . Oggi sono disponibili anche nuove formule che rappresentano un mix
tra variabile e misto, che consentono il rimborso anticipato o di scegliere periodicamente
(3 anni) il tasso fisso o variabile.
Le famiglie privilegiano il tasso
fisso, poiché la differenza tra tasso fisso e variabile è limitata, si preferisce la
certezza del costo rata rispetto al rischio del tasso variabile.
Dalla recente indagine
presso le principali banche risulta che:
Per un mutuo di 10 anni a tasso
fisso, linteresse oscilla dal 6,35% al 6,85%, per lo stesso mutuo a tasso variabile
linteresse oscilla dal 5,91% al 6,55%.
Il limite rilevante oggi per la
famiglia non è quindi più rappresentato dal tasso di interesse, bensì dalla quota
mutuabile (le banche attualmente mutuano soltanto il 75%/80% del valore di acquisto). Il
rischio delle banche resta limitato poiché attualmente esse realizzano una ipoteca doppia
del valore del mutuo concesso, inoltre linsoluto per la prima casa rappresenta un
dato del tutto trascurabile. Questa scelta delle banche implica per la famiglia che
intende realizzare un mutuo, un capitale di partenza di almeno 50/70 milioni; una
condizione questa difficilmente realizzabile per le nuove coppie e per i giovani in
generale.
3. Il mercato degli affitti e
dellacquisto: mutuo o affitto stesso costo mensile
Nel mercato immobiliare i valori
sono notevolmente diversi se trattasi di zona centrale o periferica, di città o campagna,
di mercato del nuovo o del vecchio. In generale per una coppia che cerca la casa in
affitto sul mercato libero significa mettere a bilancio, per un appartamento di
70/80 metri quadri, da 1-1,5 milioni ma con punte anche di 2 milioni. In pratica,
significa impegnare lo stipendio di un componente del nucleo familiare per la casa. Nel
caso di acquisto i costi oscillano in modo considerevole, in generale si attestano per il
nuovo sui 3 milioni a metro quadro, che significa, per un appartamento di 60-80 metri
quadri una spesa di circa 200-250 milioni. Ai tassi attuali 200 milioni di mutuo
comportano una rata mensile e un costo totale per un mutuo a tasso fisso del 6.50 % di:
Durata
anni |
Rata
mensile per importo di 200 milioni |
costo
totale mutuo |
10 anni |
2.270.000 |
272.515.000 |
15 anni |
1.742.000 |
313.598.000 |
20 anni |
1.491.000 |
357.875.000 |
25 anni |
1.350.000 |
405.124.000 |
Come emerge dalla tabella
limporto rata mensile equivale al costo dellaffitto. Lalternativa quindi
tra mutuo e affitto è la disponibilità del capitale iniziale. Si tenga inoltre
presente che gli interessi sui mutui possono essere portati in detrazione sulla
dichiarazione dei redditi, questo compensa il costo aggiuntivo della tassa ICI e quelle
sulla rendita catastale che i proprietari sono tenuti a pagare.
4. Rendere mutuabile il 100% del
valore casa Per le banche questa scelta
significa ampliare il mercato del credito in modo considerevole. Per il mercato
immobiliare questa scelta si tradurrebbe in uno strumento calmieratore del mercato degli
affitti, poiché un numero sempre maggiore di famiglie si rivolgerebbe allacquisto e
non più allaffitto. Per la famiglia rappresenterebbe una maggior sicurezza
(rispetto allaffitto che aumenta ogni anno) e un investimento del proprio risparmio.
La proposta è rivolta soprattutto allacquisto della prima casa e alledilizia
non di lusso, la quale a nostro avviso dovrebbe essere incentivata e favorita dallo Stato,
così come avvenuto nel passato con rilevanti programmi di mutui agevolati.
PROPONIAMO CHE:
Lo Stato sia garante del 20%, cioè
della differenza tra quanto oggi mutuato dalle banche e il 100% del costo di acquisto.
Già oggi lo Stato nelledilizia agevolata in diritto di superficie, fornisce una
garanzia alle banche sugli interessi e sul capitale (lo strumento quindi esiste già). In
questa ipotesi lo Stato garantirebbe il rischio di insolvenza per le prime rate, fino ad
arrivare all80%. Il costo di questa garanzia, sarebbe virtuale, poiché
linsolvenza sulla prima casa è quasi nulla, per contro gli effetti positivi che una
simile scelta produrrebbe, sarebbero a nostro avviso rilevanti, poiché renderebbero
possibile lacquisto della casa in alternativa allaffitto anche per coloro che
non dispongono di risorse iniziali. Adiconsum intende confrontare questa proposta con le
banche e, successivamente, con Governo e Parlamento. La prossima finanziaria potrebbe
rendere possibile questo progetto. Anche i Comuni dovrebbero favorire il recupero dei
centri storici, favorendo lacquisto e la ristrutturazione delle vecchie abitazioni.
Una parte dellICI potrebbe essere destinata alla stessa finalità, in questo caso il
mutuo deve coprire lacquisto e la ristrutturazione. In attesa di una soluzione
legislativa, chiediamo alle banche di studiare delle soluzioni concrete che abbiano lo
stesso risultato, cioè rendere possibile lacquisto della casa mutuando il 100%.
Alle banche resta comunque la valutazione tra capacità di reddito della famiglia e
entità del mutuo richiesto. I rischi oggi più frequenti, quali perdita del lavoro, grave
sinistro, separazione, ecc., potrebbero essere coperti da una polizza assicurativa non per
lintero mutuo, ma per un numero di rate limitato, rispetto alle quali la famiglia
potrebbe trovarsi nellimpossibilità di versare la rata.
5. Sfoltire e tagliare sugli
"oneri accessori" sui mutui
Nella guida Adiconsum sono
indicate le varie spese per fare un mutuo. Sulla casa gravano spesso tasse anacronistiche,
soprattutto dopo listituzione dellICI. In particolare occorrerebbe ridurre
alcuni oneri accessori e tasse, in particolare:
le spese per listruttoria che
oscillano da 200.000 ad 1.000.000 di lire e ciò riguarda la banca, le spese notarili che
incidono per il 2-2,5% dellimporto erogato a cui si aggiunge il 20% IVA, che
significa che per un mutuo di 200 milioni un costo di spese notarili dal 3 ai 3,5 milioni
(cifra che riteniamo eccessiva, considerando che in molti casi si tratta di un mutuo
frazionato), le tasse sulla compravendita che restano considerevoli.
Le associazioni consumatori
dellAlto Adige hanno chiesto, per abbattere i costi notarili, che possa essere
legittimato anche il segretario comunale a rogare i contratti di trasferimenti immobiliari
tra privati e che tali scritture private così autenticate costituiscano un titolo idoneo
alla trascrizione nei registri immobiliari e alliscrizione tavolare. Una ipotesi
interessante e che riteniamo debba essere approfondita.
7. La trasparenza allo sportello
Questa nostra indagine presso
alcune delle banche più significative (pur non avendo valore statistico), ha permesso di
rilevare lapplicazione della legge sulla trasparenza allo sportello. Il risultato
non è soddisfacente. I fogli informativi analitici che la legge prescrive come documenti
asportabili, in alcune banche non esistono, in altri casi non sono aggiornati. La
professionalità degli addetti allo sportello è risultata di un livello medio-basso. I
funzionari hanno fornito informazioni molto parziali, in taluni casi corrette da una
verifica presso la sede centrale. Linformazione allo sportello resta limitata, non
va oltre il tasso di ingresso, il tasso effettivo, se viene richiesto il tasso di mora o
il criterio con cui esso è calcolato le risposte sono imprecise e/o evasive. La
trasparenza allo sportello non ha fatto quindi grandi passi in avanti, e ciò è dovuto, a
nostro avviso, allassenza di una vera concorrenza nel settore bancario. Il prospetto
informativo europeo deve essere quindi loccasione per migliorare trasparenza e
professionalità per il sistema bancario. Alcune sono le proposte che facciamo alle
banche:
Assumere da parte di tutte le
banche il prospetto informativo europeo e formare e specializzare i funzionari allo
sportello. Inserire tutti i dati sui mutui nei siti internet (non soltanto sul sistema
informatico interno), questo renderebbe possibile uninformazione precisa ed un
aggiornamento puntuale da parte della sede centrale. AllABI e alla Banca
dItalia chiediamo di essere parte attiva verso le banche per il rispetto della legge
sulla trasparenza.
A breve dovrebbe essere sul mercato
anche il mutuo casa offerto dalle Poste Italiane. Con le Poste abbiamo già discusso le
condizioni del contratto e auspichiamo che i mutui attuati dalle poste siano
concorrenziali con il sistema bancario.
8. La vicenda dei
mutui agevolati a tasso fisso
Per la rata di giugno 2001 è
ancora tasso usurario. Questo è una situazione "tragicomica" che il Governo
deve chiudere al più presto. Per i mutui ordinari a tasso fisso, il problema (come è
noto) è stato risolto, prevedendo un tasso dell8% a decorrere dalla prima rata di
giugno. Una battaglia sulla quale le associazioni consumatori hanno svolto un ruolo
importante nei confronti del precedente Governo e Parlamento, per arrivare ad un risultato
che giudichiamo apprezzabile. Quindi per i mutui a tasso fisso ordinario, con la rata di
giugno le famiglie vedranno ridurre in modo drastico il costo degli interessi. Non sarà
così per i mutui agevolati per i quali le banche continueranno a richiedere tassi di
interesse usurari (ben oltre il tasso soglia che attualmente è del 10,23%). Per i mutui a
tasso fisso agevolato il problema degli interessi usurari resta non risolto.
Vi è stato un primo decreto che
riduceva i tassi al 4,82% a decorrere dal luglio 99. Il Decreto è stato contestato
dalle banche con il ricorso al TAR, Ci sono stati continui rinvii del TAR (prossimo rinvio
al 19 ottobre 2000), Nella finanziaria 2001 sono stati fissati alcuni criteri sui quali
calcolare il nuovo tasso di interesse da applicare ai mutui agevolati. La verifica di
questi criteri porterebbe ad un tasso di circa l11,5% (rispetto all8%
concordato per i mutui non agevolati).
Per Adiconsum questo resta un tasso
eccessivo e non accettabile, anche se a pagare gli interessi usurari non è il cittadino
bensì lo Stato. Riteniamo che il Governo debba chiudere al più presto questo problema,
fissando un tasso di interesse che non può superare il tasso soglia. Proponiamo altresì
al Governo di reinvestire una parte dei risparmi sugli interessi con nuove agevolazioni
sui mutui per lacquisto della prima. Le cifre sui mutui agevolati restano rilevanti,
sono stimati circa 2-2,5 milioni di mutui interessati, con un capitale residuo abbastanza
contenuto, circa 20 milioni. La riduzione da un tasso di interesse del 15%
allattuale tasso soglia, significherebbe un risparmio di interessi per lo Stato di
circa 750 miliardi lanno per gli anni residui.
9. Il prospetto
informativo europeo: Un passo verso il mutuo europeo.
Lo schema informativo è il
risultato di un lungo negoziato europeo tra associazioni consumatori, banche, società
finanziarie, e Commissione Europea; lobbiettivo è rendere trasparenti le condizioni
di mutuo e soprattutto rendere comparabili le condizioni fra un Paese e laltro.
Questo per permettere ad un consumatore di un Paese di accedere ad un mutuo anche in un
altro Paese dellUnione Europea. Entro settembre 01 le banche dovranno
rispondere in modo positivo o negativo sullassunzione dello schema. Il Presidente
dellABI dottor Sella è tra i firmatari del protocollo europeo, auspichiamo quindi
che tutte le banche italiane aderiscano. Occorre anche informare i consumatori di questo
nuovo ed importante strumento. AllABI chiediamo, una volta ricevuta risposta dalle
banche, di realizzare unampia campagna sui contenuti e sulle banche che hanno dato
ladesione. Lo schema europeo per rispondere pienamente alle finalità necessita di
qualche "messa a punto" rispetto alla situazione italiana (TAEG, tasso di mora,
fiscalità, ecc.).
10. Linformazione e la
consulenza Adiconsum sui mutui Per favorire una informazione
obiettiva e completa, Adiconsum ha predisposto per gli associati e per i consumatori
alcune guide e documentazione, fra questi:
la guida ai mutui, la brochure:
"Mutuo: ciò che occorre sapere per non correre rischi", le indagini sui tassi
variabili e fissi, lo schema informativo europeo.
A questa informazione si aggiunge
la consulenza che Adiconsum realizza presso la sede centrale e presso alcune sedi
periferiche. Le nostre guide saranno diffuse in modo ampio su tutto il territorio
nazionale. Contiamo inoltre sullinformazione che i media potranno sviluppare
utilizzando la documentazione Adiconsum.
11. Più concorrenza con siti
comparativi Nellindagine realizzata
abbiamo potuto verificare la difficoltà di disporre sui mutui di dati comparabili. A
questo fine possono svolgere un ruolo molto importante i siti comparativi
Uninformazione semplice e comparata può effettivamente attivare una concorrenza
reale; questo a vantaggio non solo dei consumatori, ma anche del "sistema "
chiamato a competere nellera delleuro. Ai siti comparativi chiediamo che le
informazioni fornite siano quelle previste dallo schema informativo europeo, pubblicando
per ogni banca anche i fogli informativi analitici previsti dalla legge. In prospettiva
sarebbe interessante non solo disporre delle informazioni relative alle banche italiane,
ma anche di qualche banca di un altro paese dellUnione Europea, dove i consumatori
possano rivolgersi per richiedere un mutuo.
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