Michal
Mandel porta sfiga, sostiene parte degli americani, di quella parte che ha
sperato - che si convinta - che internet fosse la gallina dalle uova d'oro. Ma Mande,
che fino a poco tempo fa era uno dei sostenitori della nuova economia, si convertito ad
una pi concreta visione del mono e delle sue regole, abbandonando le fantasie che molti
di noi coltivano ancora.
The coming internet depression
il titolo del libro che sta generando panico negli Stati Uniti. La situazione
la stessa che ho gi descritto in un altro articolo, dove cito il caso della rana che
viene gettata in una pentola di acqua fredda. Accendiamo il fuoco e scaldiamo l'acqua
piano piano, la rana si abitua alla nuova temperatura, alziamo il fuoco e l'acqua si
scalda ulteriormente. Quando l'acqua assume una temperatura troppo alta per la rana, che
si accorge in quel momento di quello che sta succedendo, troppo tardi. Torniamo al tema. Ci sono due fattori in gioco - e gioco la
parola corretta - che sono alla base delle considerazioni di Mandel. Da una parte la
borsa, con i profitti esagerati che hanno condizionato per troppo tempo la spesa
quotidiana degli americani (di una parte di americani) generando una inflazione elevata
(anche se questo potrebbe essere positivo secondo alcune correnti di pensiero, dall'altra
parte i bilanci (la parte pi concreta) di tutte quelle societ che hanno contribuito,
in una nuova economia senza case histories, senza uno storico verificabile, ad alimentare
le fantasie degli investitori, piccoli e grandi. Le incredibili capitalizzazioni raggiunte
(pensate al caso Tiscali che addirittura aveva, con le azioni a 1180 euro, superato la
Fiat) avevano creato aspettative da nuovo Eldorado in cui, come tutti sanno, gli unici ad
avere tratto profitto sono stati i produttori di badili, non i cercatori d'oro. E,
riferendosi al passato, Mandel cita il caso di una societ americana abituata ad
indebitarsi, a basare sul debito dei singoli il successo della nazione. Gi nel '29 gli
americani possedevano tante Ford, ma per acquistarle erano tutti coperti di rate da
pagare.
Il consiglio finale, in caso di nuova economia, di essere prudenti
per limitare i danni.
Ma ritorniamo ai fatti di tutti i giorni e rimettiamo
i piedi per terra.
Internet uno strumento.
Impariamo a conoscerlo, utilizziamolo per quello che , non lasciamoci
coinvolgere al di fuori del suo campo di azione. Non ascoltiamo le fantasie da post
yuppies di Mediamente e di programmi o di pubblicazioni simili. Cominciamo a capire che
non c' niente di magico e accontentiamoci di quello che quotidianamente ci d,
soprattutto informazioni. Accontentiamoci anche, per tornare al tema immobiliare, del
fatto che sia poco pi di un giornale di annunci, che gratuitamente possiamo sfogliare la
sera, a casa nostra, senza seccature. Se poi siamo noi a volere fornire informazioni,
assicuriamoci di farlo nel modo giusto, negli spazi giusti, col linguaggio giusto, con una
grafica corretta. Ma se noi siamo degli agenti immobiliari, come possiamo sperare di avere
delle doti innate tali da sostituirci a uomini di comunicazione e di marketing? Quale
immagine distribuiremo verso l'esterno se saremo talmente arroganti da sostituirci a dei
professionisti della comunicazione? Dato che lo faremo, dato che lo stiamo facendo, la
nostra immagine sar, nel migliore dei casi, quella che ci meritiamo, una immagine di
basso profilo, come dicono gli esperti di pubbliche relazioni.
Internet, per concludere, non significa quindi un piccolo annuncio
sull'edizione della domenica, internet lo spazio dove intervenire con azioni di
marketing diretto, pensate e programmate da specialisti; tutto il resto, nella migliore
delle ipotesi, tempo sprecato. Ciascuno di voi in grado di verificarlo. |